Lo scorso 27 aprile il Governo ha varato il Piano Scuola Estate 2021 con l’intenzione di dare l’opportunità di recuperare i danni prodotti dall’anno e mezzo di pandemia che ha profondamente cambiato le relazioni fra pari in età scolare. Attraverso una ingente somma di denaro, circa 520 milioni di euro, si prevede l’attuazione di un piano in tre fasi.
La prima a giugno e la terza a settembre per il rinforzo ed il potenziamento delle competenze disciplinari e relazionali, con differenze per i vari ordini e gradi. Si potranno presentare dei progetti facenti parte del cosiddetto PON (Piano Operativo Nazionale). Per il primo ciclo d’istruzione il focus sarà su attività volte a compensare vuoti didattici nell’apprendimento delle discipline di base. Per il secondo ciclo di istruzione invece si prevedono interventi basati sul peer tutoring, cooperative learning, didattica blended, one to one e sul rinforzo degli apprendimenti e della socialità che son venuti meno a causa della didattica a distanza. A settembre sarà data particolare attenzione alla ripartenza dell’anno scolastico anche grazie all’implemento di sportelli informativi e di supporto psicologico, oltre alle attività più spiccatamente disciplinari.
Nella fase intermedia, a luglio ed agosto, invece saranno protagonisti i “Patti educativi di comunità”, ovvero modalità sostenute dal territorio e dalla scuola per il rinforzo delle competenze disciplinari e della socialità. Si realizzeranno progetti nell’ambito dello sport, musica, arte e tecnologie digitali. Particolare attenzione sarà data all’inclusione dei minori più vulnerabili. Al di là delle buone intenzioni del Governo, il Piano ha suscitato non poche perplessità. In primo luogo, come ricorda Dario Missaglia, presidente nazionale dell’associazione Proteo, si tratterebbe di una iniziativa unilaterale sulla quale non c’è stato un confronto con i sindacati e le associazioni professionali. Poiché la questione è molto complessa e non priva di rischi, bisognava valutare molto più concertatamente i pro ed i contro di una simile operazione, soprattutto per i luoghi in cui dovranno svolgersi le attività oltre le scuole: musei, teatri, palestre. Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione Nazionale Presidi inoltre evidenzia la criticità relativa al personale, sia per quello delle segreterie, insufficiente a gestire la mole di lavoro che i Piani prevederanno, sia per i docenti che per gli esperti esterni, dei quali può far parte anche il cosiddetto terzo settore. I primi, reclutati esclusivamente su base volontaria, hanno un loro contratto di cui si dovrà tener conto sia per l’orario che peèr la retribuzione. I secondi saranno altrettanto importanti. Infatti, come sottolinea Cristina Grieco, preside e consigliera del Ministro Bianchi per i rapporti con gli Enti Locali, la crisi pandemica ha fatto aumentare per alcuni i rischi di disturbi alimentari e tentativi di suicidio, anche fra i giovanissimi.
Perciò la presenza di psicologi sarà fondamentale per rimettere ordine in questa esperienza vissuta. Franco Lorenzoni, maestro elementare e collaboratore del ministro Bianchi, sostiene che i ragazzi necessitano di un aiuto per rielaborare questa crisi lunga e devastante. La sofferenza è stata alta. Non potersi avvicinare, baciare, toccare, abbracciare, è stato brutto per i bambini ma soprattutto per gli adolescenti. All’aumento esponenziale di disagio si deve rispondere con la cultura come cura. Ce la farà la società adulta a risarcire i giovani, si chiede Lorenzoni? Il Piano serve a mettere a disposizione i luoghi dell’educare, dalla scuola al territorio, proprio per dare una risposta nell’immediato.
Questo è un primo tentativo di allargare la visuale creando realmente dei Patti di Comunità a partire dai territori difficili, quelli dove c’è una forte fragilità ed un alto tasso di drop out. L’estate 2021 può essere un grande laboratorio di sperimentazione e di collaborazione fra chi lavora nella scuola e nel sociale. Cristina Grieco sottolinea la differenza fra il Piano Estate a scuola ed un normale Centro estivo. Col Piano si fa scuola, anche se con linguaggi diversi e soprattutto sarà un recupero e una ripartenza per l’anno prossimo. Non sarà un tempo supplementare di scuola, come erroneamente è stato interpretato, non ci saranno lezioni frontali tradizionali, ma verrà dato spazio ad attività più laboratoriali sulla base del fabbisogno individuato dai docenti, tenendo presenti anche le differenze territoriali italiane.
Bisogna aver chiara la mèta, dice la Grieco, ed usare le risorse affinché il Piano sia efficace, soprattutto nelle realtà più disagiate. Marco Campione, esperto di politiche scolastiche, ci ricorda che le comunità educanti nascono proprio dove la scuola da sola non ce la fa ed ai ragazzi invece è giusto dare una seconda possibilità per affrontare gli apprendimenti. Aggiunge inoltre che tutti i mestieri dell’educare sono necessari oggi. La sfida che ci troviamo ad affrontare è che si riesca a riorganizzare profondamente la scuola per realizzare quel “ponte verso un nuovo inizio” metaforicamente contenuto nel nome del progetto. Se funzionerà, tale iniziativa andrà portata avanti nel futuro per sopperire alle nuove esigenze che la pandemia, e non solo, hanno messo in luce. Per chiudere con le parole di Lorenzoni, bisogna ricordare che in ogni tempo nella crisi si cresce e dalle crisi si esce trasformati. Ci possono essere esiti positivi ed esiti che lo sono meno, ma quel che più conta è provare ad uscirne insieme.
Autrice: Dott.ssa Sara Amerini
Revisore: Dott. Stefano Cosi
Bibliografia:
MIUR, Piano scuola estate 2021. Un ponte per il nuovo inizio., G.U. del 27 aprile 2021
PALERMO, R. Intervista a Dario Missaglia, presidente nazionale Proteo, 3 maggio 2021, Canale Youtube Tecnica della Scuola
CAMPIONE M., GIANNELLI A., GRIECO C., LORENZONI F., Scuola d’estate, un’opportunità per studenti e docenti?, Orizzonte Scuola, Webinar 11 maggio 2021